Focus

2016-02-12 Tages-Anzeiger

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12. Februar 2016
Tages-Anzeiger
«These eines Alleingangs ist wenig plausibel»
Ein Interview mit dem Historiker Sacha Zala über die Rolle von Bundesrat Graber während der Öl- und Terrorkrise.
Sacha Zala
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2016-01-20 RSI

RSI

20.01.2016
RSI, Telegiornale
Accordi segreti con l’OLP?

La Svizzera, per iniziativa dall’allora consigliere federale Pierre Graber, avrebbe concluso un accordo con l’OLP, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, nel settembre del 1970, in vista del rilascio di 400 ostaggi sequestrati su un velivolo della Swissair e su altri due apparecchi bloccati nel deserto giordano. È la tesi contenuta in un articolo della Neuen Zürcher Zeitung. Sacha Zala, sulla scorta dei documenti pubblicati da tempo su Dodis contestualizza la situazione internazionale.

 

News

SRF2 Wissenschaftsmagazin: Nach dem 1. Weltkrieg: Auf in die Friedenszeit!

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12.07.2014, 12:40, SRF2:
      SRF2 Wissenschaftsmagazin
Nach dem 1. Weltkrieg: Auf in die Friedenszeit!

Sommerserie: Das Wissenschaftsmagazin erforscht Anfänge. Teil 2: Nach dem 1. Weltkrieg geht es in die Friedenszeit. Der Völkerbund hätte auf ewig den Weltfrieden sichern sollen, gehalten hat er nur gut 20 Jahre. Leggi tutto →

2014-07-12 RSI Rete Due

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12.07.2014, 17:35 RSI, Rete Due
      Storie della diplomazia svizzera
Lo scandalo del mirage

«È una questione molto imbarazzante, che già da tempo è fonte per lui di grande preoccupazione», si legge nel verbale della riunione del Consiglio federale del 28 febbraio 1964. Lui, l’innominato, è Paul Chaudet, l’allora capo del Dipartimento militare federale. La questione al centro del dibattito è l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento Mirage, di cui «l’oratore  arriva poi a parlare dei motivi per il massiccio superamento dei costi». L’acquisto del modernissimo caccia francese evidenziò infatti gravi irregolarità e incompetenze nell’amministrazione federale e nei comandi militari. Leggi tutto →

2014-07-05 RSI Rete Due

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05.07.2014, 17:35 RSI, Rete Due
      Storie della diplomazia svizzera
Scuole in italiano negate agli svizzeri

«È facile capire che ciò possa far nascere problemi di politica interna, quando in una stessa città a una minoranza linguistica di origine svizzera viene negata, in base al diritto scolastico, una scuola propria, mentre la stessa deve essere concessa ai figli degli immigrati», notava la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica istruzione, nel settembre del 1969, in una lettera al Dipartimento federale dell’interno (dodis.ch/32356). Il problema della scolarizzazione dei figli degli immigrati, in particolare italiani, fa emergere infatti anche le contraddizioni del sistema federale basato – tuttora – sul principio della territorialità.

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2014-06-28 RSI Rete Due

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28.06.2014, 17:35 RSI, Rete Due
      Storie della diplomazia svizzera
Jacobo Arbenz, vittima della guerra fredda

«Se Lei ritiene il fatto che non abbia finora invocato la sua nazionalità svizzera sufficiente a considerarlo uno straniero, sono dell’opinione, a ragion veduta, che sarebbe meglio chieder al signor Arbenz di rispettare l’impegno preso e di rinunciare al suo progetto di stabilirsi in Svizzera ». Ciò è quanto scriveva il consigliere federale Max Petitpierre nel 1955 al suo collega di governo Markus Feldmann che gli aveva chiesto un parere, in merito alla richiesta del deposto presidente guatemalteco di prolungare il suo permesso di soggiorno in Svizzera. Leggi tutto →

Rousseau ed il progresso della storia

Jean-Jacques_RousseauIl 28 giugno di 202 anni fa, nasceva a Ginevra il filosofo, scrittore, pedagogo, naturalista e compositore Jean-Jacques Rousseau, uno dei celeberrimi rappresentanti del movimento dell’illuminismo. La celebrità Rousseau la raggiunse nel 1750 con il suo trattato filosofico «Discorso sulle scienze e le arti». Il libello di 60 pagine era la risposta del filosofo ginevrino al concorso indetto dall’Accademia di Digione sulla questione «se il progresso delle scienze e delle arti abbia contribuito a migliorare i costumi». Al quesito Rousseau rispose con un veemente «no», sviluppando una pungente critica alla civiltà che si contrapponeva allo «stato della natura» nel quale l’essere umano godeva d’assoluta felicità. Il progresso della scienza non aveva dunque apportato nessun beneficio all’umanità. Questa tesi contrastava nettamente la visione illuminista dell’inalienabile ruolo del progresso delle scienze e della cultura per il miglioramento dell’uomo liberato così da tutte le false credenze e superstizioni e valse a Rousseau il primo premio dall’Accademia di Digione e la celebrità. Leggi tutto →

Le profezie del signor Stopper

Oggi è il 18 giugno ed esattamente 51 anni fa, il 18 giugno 1963, Edwin Stopper, il direttore della Divisione del commercio nel Dipartimento dell’economia pubblica, stilava in un documento confidenziale le direttive della politica economica svizzera per i prossimi anni. Il documento si trova nella banca dati online Dodis dei Documenti Diplomatici Svizzeri (dodis.ch/30719. L’analisi di Stopper partiva dal presupposto che l’allora Comunità economica europea (CEE) – così si chiamava questo primo pilastro dell’Unione europea (EU) dalla sua nascita nel 1958 fino al trattato di Maastricht del 1992 – sarebbe sostanzialmente rimasta limitata ai sei Paesi fondatori con quelli fino ad allora associati più la Turchia. Leggi tutto →

«Oggi la storia» è un programma radiofonico della Radiotelevisione svizzera RSI, che mira a dare, seppur nel breve formato, profondità storico-filosofica a tematiche legate all’attualità o alle ricorrenze del calendario. Propone riflessioni, appunti, considerazioni di accademici che, cogliendo spunti dai fatti della vita quotidiana, da anniversari, da date particolari offrono uno sguardo sul presente snidando quei legami a volte invisibili ma reali e importanti, con il passato. Dal 2012 al 2014 Sacha Zala, assieme a noti storici e filosofi italiani quali Emilio Gentile, Francesca Rigotti, Tommaso Detti o Fabio Minazzi, ha ricevuto ogni due settimane una «carte blanche». Qui di seguito si presentano i suoi contributi, disponibili anche in tedesco.

Il pesce d’aprile e i buoi

Spaghettiernte im Tessin - ein Aprilscherz der BBC 1957Oggi è il 1° aprile e questa data è ormai diventata per antonomasia l’etichetta per la burlesca tradizione del cosiddetto «pesce d’aprile», il giorno nel quale è lecito sferrare scherzi a scapito degli sprovveduti e degli ignari del calendario. Le origini di questa consuetudine diffusa in molti paesi rimangono nel buio dei tempi. Forse proprio per questo circolano dozzine d’audaci teorie che cercano di far luce, ma che mi lasciano il sospetto che siano esse stesse vittime della burla che cercano di spiegare. Leggi tutto →

La grande passione di Bach

Ausschnitt aus der Partitur der JohannespassionCome tutti sanno la data della Pasqua è mobile e viene fissata nella domenica successiva al plenilunio che segue all’equinozio di primavera: quest’anno era il 27 marzo. A Pasqua i cristiani celebrano la resurrezione di Gesù morto crocifisso, secondo i racconti dei quattro evangelisti canonici Matteo, Marco, Luca e Giovanni, tre giorni prima, il Venerdì santo. Con la formula del «solus Christus», la Riforma protestante pose Gesù e la sua passione nel centro teologico, facendo diventare il Venerdì santo la festività più importante. Leggi tutto →

Dal Pakistan orientale al Bangladesh

Il generale Niazi firma la resa delle forze armate pakistaneOggi è il 26 marzo e il 26 marzo 1971 l’esercito pakistano sferrava l’«Operazione Searchlight» compiendo grandi atrocità contro il movimento nazionalista bengalese che era sorto per combattere la discriminazione politica, etnica, linguistica ed economica dell’allora Pakistan orientale. Nonostante le forze pakistane riuscissero a catturare il leader della Lega Popolare Bengalese, questa dichiarò l’indipendenza del Bangladesh e ancora oggi il 26 marzo si commemora la festa nazionale della Repubblica Popolare del Bangladesh. Leggi tutto →

I tempi del tempo

Ausschnitt aus der Partitur der MatthäuspassionCon 11 minuti e 48 secondi Otto Klemperer ci impiega quasi il doppio del velocissimo Paul McCreesh che ci mette invece la bazzecola di 6 minuti e 6 secondi. Sotto i 7 minuti troviamo il recentissimo Rudolf Lutz seguito da Nikolaus Harnoncourt, Stephen Cleobury, Helmuth Rilling e per un pelo anche i due maestri Philippe Herreweghe e Ton Koopman, ambedue ex aequo con 6 minuti e 59 secondi. Sir John Eliot Gardiner ci impiega già 7 minuti e 1 secondo, seguito a ruota, sempre sotto gli otto minuti, da Sigiswald Kuijken e, fuori serie perché in traduzione inglese, Leonard Bernstein con 7 minuti e 46 secondi. Giungono poi i maestri degli otto minuti con Masaaki Suzuki, Georg Christoph Biller e il nuovissimo René Jacobs con 8 minuti e 31 secondi. Infine abbiamo i lentissimi con Karl Richter sui 9 minuti e 51 secondi e il già citato Otto Klemperer con quasi una dozzina di minuti. Leggi tutto →

La Svizzera altrove

Eine DC-9 der Swissair Nella prassi del riconoscimento di Stati, la Svizzera segue il cosiddetto principio dei tre elementi, vale a dire che il riconoscimento presuppone l’esistenza di un territorio, di un popolo e di un governo legittimo.
Esattamente 48 anni fa, il 18 marzo 1968, il capo del servizio giuridico del Dipartimento federale degli affari esteri, Emanuel Diez, in un appunto confidenziale (dodis.ch/32153) riportava i risultati di una conversazione avuta con il segretario generale della Swissair riguardo agli insegnamenti da trarre dall’ultima esercitazione di difesa nazionale. In caso di guerra, la Swissair avrebbe dunque deciso di trasferire gli aeroplani a grande autonomia o in Messico, ove vigevano condizioni climatiche migliori, oppure in Canada che offriva probabilmente vantaggi politici. Infatti, già nell’ottobre del 1959, delegazioni dei due Paesi avevano concordato con uno scambio confidenziale di lettere il trasferimento temporaneo di compagnie svizzere in Canada durante una crisi internazionale (dodis.ch/17841). Leggi tutto →

L’altro grande dittatore

Sarg Stalins«La nostra corona […] con le parole scritte in lettere dorate “Il Consiglio federale svizzero”, era portata da due robusti sovietici. Dietro – scrive il Ministro di Svizzera a Mosca Camille Gorgé nel suo rapporto a Berna del 10 marzo 1953 – camminavamo io, mia moglie ed i miei collaboratori. Il corteo era particolarmente lento. Solo dopo mezz’ora […] passammo davanti alle spoglie mortali di Stalin, sdraiato, in mezzo a una moltitudine di piante verdi e di fiori, il busto leggermente rialzato in una bara foderata di seta rossa» Leggi tutto →

Dei flagelli di Bacco e della Dea madre

Dea Madre di TeglioSiamo agli inizi di marzo e a Sud delle Alpi le piante stanno per risvegliarsi. Anche per le viti è importante che la potatura invernale avvenga prima della ripresa dell’attività vegetativa. Così un proverbio della tradizione popolare avverte apoditticamente: chi fino a marzo non pota la sua vigna, perde la vendemmia. Leggi tutto →

Il jamboree degli storici svizzeri

Il 9 febbraio 2013 si è concluso il 3° Congresso svizzero di scienze storiche. I lavori si sono svolti sull’arco di tre giornate e hanno visto la partecipazione di più di 850 storiche e storici che hanno seguito una novantina di sessioni e tavole rotonde con più di 450 relazioni di conferenzieri svizzeri e stranieri. Tenendo conto delle dimensioni del Paese e dell’esiguo numero di posti permanenti nella ricerca e nell’insegnamento universitario si può certamente definire quest’evento che si tiene ogni tre anni quale «gran jamboree» degli storici svizzeri. Leggi tutto →