Focus

2016-02-12 Tages-Anzeiger

logo_tagesanzeiger

12. Februar 2016, Tages-Anzeiger
«These eines Alleingangs ist wenig plausibel»
Ein Interview mit dem Historiker Sacha Zala über die Rolle von Bundesrat Graber während der Öl- und Terrorkrise.
Sacha Zala
Read more →

2016-01-20 RSI

RSI

20. Januar 2016
RSI, Telegiornale
Accordi segreti con l’OLP?

La Svizzera, per iniziativa dall’allora consigliere federale Pierre Graber, avrebbe concluso un accordo con l’OLP, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, nel settembre del 1970, in vista del rilascio di 400 ostaggi sequestrati su un velivolo della Swissair e su altri due apparecchi bloccati nel deserto giordano. È la tesi contenuta in un articolo della Neuen Zürcher Zeitung. Sacha Zala, sulla scorta dei documenti pubblicati da tempo su Dodis contestualizza la situazione internazionale.

 

News

2014-08-03 RSI Rete Uno

rsi-rete-uno

03.08.2014, 12:30
RSI, Rete Uno, Radiogiornale

      Radiogiornale

Una Nazione si mobilita

Link RSI

2014-08-02 RSI Rete Due

rsi-rete2

02.08.2014, 17:35 RSI, Rete Due
      Storie della diplomazia svizzera
Europa: quando la Svizzera ha detto sì

«Il governo danese pensa che sarebbe vantaggioso per tutti i paesi rappresentati nel Consiglio d’Europa se anche la Svizzera ne facesse parte. (…) Ho risposto al signor Hansen che la nostra politica di neutralità non permette un’adesione.» Ciò è quanto notava nel 1949 l’allora ministro degli esteri, Max Petitpierre. Ma la Svizzera cambierà idea: dopo un lungo processo di avvicinamento, nel 1963 decide di aderire – e non senza entusiasmo – al Consiglio d’Europa. A oltre 50 anni da quella decisione, il bilancio si presenta per tutti molto positivo. Read more →

2014-07-31 RSI Rete Uno

rsi-rete-uno

31.07.2014, 12:30
RSI, Rete Uno, Radiogiornale

      Radiogiornale

Cent’anni dalla Grande Guerra

2014-07-26 RSI Rete Due

rsi-rete2

26.07.2014, 17:35 RSI, Rete Due
      Storie della diplomazia svizzera
L’abbaglio del Ruanda

«Le premesse favorevoli per un aiuto allo sviluppo svizzero prioritario in Ruanda prevalgono di gran lunga sulle condizioni sfavorevoli. Anzi, probabilmente si potrebbe dire che nessun altro paese dell’Africa nera si presta quanto il Ruanda a diventare paese prioritario.»  Ciò è quanto notava il Dipartimento federale delle finanze nel 1963. Oggi il nome del paese africano evoca anzitutto il massacro della primavera 1994, quando – sotto gli occhi passivi della comunità internazionale – vennero trucidate 800 mila persone. Riferendo di quei tragici fatti, i media hanno sempre parlato del ruolo della Francia, del Belgio e dell’Onu. Per contro è passato quasi inosservato che la Svizzera ha avuto rapporti particolarmente intensi con il Ruanda. Read more →

2014-07-19 RSI Rete Due

rsi-rete2

19.07.2014, 17:35 RSI, Rete Due
      Storie della diplomazia svizzera
A Ginevra si decidono le sorti dell’Indocina

«La Conferenza di Ginevra è stata incontestabilmente un avvenimento positivo per la Svizzera. Essa ha offerto l’occasione di far conoscere il nostro paese a uomini di Stato che non l’avevano mai visto e che hanno trovato un’atmosfera favorevole alle loro discussioni e ai loro lavori ». Ciò è quanto riferiva il consigliere federale Max Petitpierre, nel settembre del 1954, dapprima alla conferenza degli ambasciatori svizzeri e poi alla Commissione esteri del Consiglio nazionale. Quella Conferenza, che la Svizzera si limitò ad ospitare senza parteciparvi direttamente, è passata però alla storia per ben altri motivi. Read more →

SRF2 Wissenschaftsmagazin: Nach dem 1. Weltkrieg: Auf in die Friedenszeit!

srf2_wissenschaftsmagazin

12.07.2014, 12:40, SRF2:
      SRF2 Wissenschaftsmagazin
Nach dem 1. Weltkrieg: Auf in die Friedenszeit!

Sommerserie: Das Wissenschaftsmagazin erforscht Anfänge. Teil 2: Nach dem 1. Weltkrieg geht es in die Friedenszeit. Der Völkerbund hätte auf ewig den Weltfrieden sichern sollen, gehalten hat er nur gut 20 Jahre. Read more →

«Oggi la storia» è un programma radiofonico della Radiotelevisione svizzera RSI, che mira a dare, seppur nel breve formato, profondità storico-filosofica a tematiche legate all’attualità o alle ricorrenze del calendario. Propone riflessioni, appunti, considerazioni di accademici che, cogliendo spunti dai fatti della vita quotidiana, da anniversari, da date particolari offrono uno sguardo sul presente snidando quei legami a volte invisibili ma reali e importanti, con il passato. Dal 2012 al 2014 Sacha Zala, assieme a noti storici e filosofi italiani quali Emilio Gentile, Francesca Rigotti, Tommaso Detti o Fabio Minazzi, ha ricevuto ogni due settimane una «carte blanche». Qui di seguito si presentano i suoi contributi, disponibili anche in tedesco.

Il pesce d’aprile e i buoi

Spaghettiernte im Tessin - ein Aprilscherz der BBC 1957Oggi è il 1° aprile e questa data è ormai diventata per antonomasia l’etichetta per la burlesca tradizione del cosiddetto «pesce d’aprile», il giorno nel quale è lecito sferrare scherzi a scapito degli sprovveduti e degli ignari del calendario. Le origini di questa consuetudine diffusa in molti paesi rimangono nel buio dei tempi. Forse proprio per questo circolano dozzine d’audaci teorie che cercano di far luce, ma che mi lasciano il sospetto che siano esse stesse vittime della burla che cercano di spiegare. Read more →

La grande passione di Bach

Ausschnitt aus der Partitur der JohannespassionCome tutti sanno la data della Pasqua è mobile e viene fissata nella domenica successiva al plenilunio che segue all’equinozio di primavera: quest’anno era il 27 marzo. A Pasqua i cristiani celebrano la resurrezione di Gesù morto crocifisso, secondo i racconti dei quattro evangelisti canonici Matteo, Marco, Luca e Giovanni, tre giorni prima, il Venerdì santo. Con la formula del «solus Christus», la Riforma protestante pose Gesù e la sua passione nel centro teologico, facendo diventare il Venerdì santo la festività più importante. Read more →

Dal Pakistan orientale al Bangladesh

Il generale Niazi firma la resa delle forze armate pakistaneOggi è il 26 marzo e il 26 marzo 1971 l’esercito pakistano sferrava l’«Operazione Searchlight» compiendo grandi atrocità contro il movimento nazionalista bengalese che era sorto per combattere la discriminazione politica, etnica, linguistica ed economica dell’allora Pakistan orientale. Nonostante le forze pakistane riuscissero a catturare il leader della Lega Popolare Bengalese, questa dichiarò l’indipendenza del Bangladesh e ancora oggi il 26 marzo si commemora la festa nazionale della Repubblica Popolare del Bangladesh. Read more →

I tempi del tempo

Ausschnitt aus der Partitur der MatthäuspassionCon 11 minuti e 48 secondi Otto Klemperer ci impiega quasi il doppio del velocissimo Paul McCreesh che ci mette invece la bazzecola di 6 minuti e 6 secondi. Sotto i 7 minuti troviamo il recentissimo Rudolf Lutz seguito da Nikolaus Harnoncourt, Stephen Cleobury, Helmuth Rilling e per un pelo anche i due maestri Philippe Herreweghe e Ton Koopman, ambedue ex aequo con 6 minuti e 59 secondi. Sir John Eliot Gardiner ci impiega già 7 minuti e 1 secondo, seguito a ruota, sempre sotto gli otto minuti, da Sigiswald Kuijken e, fuori serie perché in traduzione inglese, Leonard Bernstein con 7 minuti e 46 secondi. Giungono poi i maestri degli otto minuti con Masaaki Suzuki, Georg Christoph Biller e il nuovissimo René Jacobs con 8 minuti e 31 secondi. Infine abbiamo i lentissimi con Karl Richter sui 9 minuti e 51 secondi e il già citato Otto Klemperer con quasi una dozzina di minuti. Read more →

La Svizzera altrove

Eine DC-9 der Swissair Nella prassi del riconoscimento di Stati, la Svizzera segue il cosiddetto principio dei tre elementi, vale a dire che il riconoscimento presuppone l’esistenza di un territorio, di un popolo e di un governo legittimo.
Esattamente 48 anni fa, il 18 marzo 1968, il capo del servizio giuridico del Dipartimento federale degli affari esteri, Emanuel Diez, in un appunto confidenziale (dodis.ch/32153) riportava i risultati di una conversazione avuta con il segretario generale della Swissair riguardo agli insegnamenti da trarre dall’ultima esercitazione di difesa nazionale. In caso di guerra, la Swissair avrebbe dunque deciso di trasferire gli aeroplani a grande autonomia o in Messico, ove vigevano condizioni climatiche migliori, oppure in Canada che offriva probabilmente vantaggi politici. Infatti, già nell’ottobre del 1959, delegazioni dei due Paesi avevano concordato con uno scambio confidenziale di lettere il trasferimento temporaneo di compagnie svizzere in Canada durante una crisi internazionale (dodis.ch/17841). Read more →

L’altro grande dittatore

Sarg Stalins«La nostra corona […] con le parole scritte in lettere dorate “Il Consiglio federale svizzero”, era portata da due robusti sovietici. Dietro – scrive il Ministro di Svizzera a Mosca Camille Gorgé nel suo rapporto a Berna del 10 marzo 1953 – camminavamo io, mia moglie ed i miei collaboratori. Il corteo era particolarmente lento. Solo dopo mezz’ora […] passammo davanti alle spoglie mortali di Stalin, sdraiato, in mezzo a una moltitudine di piante verdi e di fiori, il busto leggermente rialzato in una bara foderata di seta rossa» Read more →

Dei flagelli di Bacco e della Dea madre

Dea Madre di TeglioSiamo agli inizi di marzo e a Sud delle Alpi le piante stanno per risvegliarsi. Anche per le viti è importante che la potatura invernale avvenga prima della ripresa dell’attività vegetativa. Così un proverbio della tradizione popolare avverte apoditticamente: chi fino a marzo non pota la sua vigna, perde la vendemmia. Read more →

L’epitaffio di Wendell P. Bloyd

Fabrizio de André«Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino. Non avevano leggi per punire un blasfemo. Non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte. Mi cercarono l’anima a forza di botte.»  Read more →

Il jamboree degli storici svizzeri

Il 9 febbraio 2013 si è concluso il 3° Congresso svizzero di scienze storiche. I lavori si sono svolti sull’arco di tre giornate e hanno visto la partecipazione di più di 850 storiche e storici che hanno seguito una novantina di sessioni e tavole rotonde con più di 450 relazioni di conferenzieri svizzeri e stranieri. Tenendo conto delle dimensioni del Paese e dell’esiguo numero di posti permanenti nella ricerca e nell’insegnamento universitario si può certamente definire quest’evento che si tiene ogni tre anni quale «gran jamboree» degli storici svizzeri. Read more →