Focus

2016-02-12 Tages-Anzeiger

12. Februar 2016, Tages-Anzeiger
«These eines Alleingangs ist wenig plausibel»
Ein Interview mit dem Historiker Sacha Zala über die Rolle von Bundesrat Graber während der Öl- und Terrorkrise.
Sacha Zala
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2016-01-20 RSI

20. Januar 2016
RSI, Telegiornale
Accordi segreti con l’OLP?

La Svizzera, per iniziativa dall’allora consigliere federale Pierre Graber, avrebbe concluso un accordo con l’OLP, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, nel settembre del 1970, in vista del rilascio di 400 ostaggi sequestrati su un velivolo della Swissair e su altri due apparecchi bloccati nel deserto giordano. È la tesi contenuta in un articolo della Neuen Zürcher Zeitung. Sacha Zala, sulla scorta dei documenti pubblicati da tempo su Dodis contestualizza la situazione internazionale.

 

News

2014-05-02 Swissinfo

02.05.2014
09.05.2014
13.05.2014
15.05.2014

Rischi di strumentalizzazioni: “Ci vorrebbe più deontologia” in viaggi di parlamentari
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3.07 Diplomatische Dokumente der Schweiz – Band 25

Diplomatische Dokumente der Schweiz. Documents Diplomatiques Suisses. Documenti Diplomatici Svizzeri, Bd. 25 (1970-1972), hrsg. von Sacha Zala et al., Chronos Verlag: Zürich; Armando Dadò: Locarno; Editions Zoé: Genève 2014.

Band 25 (1970–1972) steht unter dem Zeichen des Freihandelsabkommens mit der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft. Parallel dazu laufen die Vorbereitungen zur Konferenz über Sicherheit und Zusammenarbeit in Europa. Die internationale Währungskrise führt zu einer Stärkung der Rolle des Schweizer Frankens und des Finanzplatzes. Neben traditionellen Themen wie den Beziehungen zu den «geteilten Staaten», den «guten Diensten» und der Entwicklungszusammenarbeit treten auch neue Bereiche wie die Umweltpolitik in den Fokus der Schweizer Diplomatie. Ein weiterer Aspekt ist die wachsende Interdependenz von Innen- und Aussenpolitik. Durch Terroranschläge gerät auch die Schweiz zunehmend in den Sog der Nahostkrise.

2014 Uni Bern: Die Aussenbeziehungen der Schweiz 1945-1975 – Forschen mit der Datenbank Dodis

Universität Bern • FS 2014
Die Aussenbeziehungen der Schweiz 1945-1975 – Forschen mit der Datenbank Dodis
Quellenkurs (2-stündig)
Die Lehrveranstaltung richtet sich an Studierende, die sich für die Geschichte der Aussenbeziehungen der Schweiz interessieren und in diesem Bereich quellenbasiert arbeiten möchten. Der Kurs beinhaltet eine gezielte Einführung in die Funktionen und Dokumente der Datenbank Dodis und die Edition der Diplomatischen Dokumente der Schweiz. Ausgehend von verschiedenen thematischen Ansätzen sollen die Aussenbeziehungen der Schweiz in der Nachkriegszeit exemplarisch diskutiert werden. Dabei soll insbesondere die Vielschichtigkeit der schweizerischen Aussenpolitik zwischen dem herrschenden Neutralitätsdiskurs und der starken Integration in die Weltwirtschaft und in den Westblock untersucht werden. Von den Teilnehmenden wird erwartet, dass sie mit Hilfe der Datenbank Dodis selbstständig zu einem bestimmten Thema Quellen suchen, analysieren und quellenkritisch diskutieren können.

2014 Uni Basel: Die Grundzüge der schweizerischen Aussenbeziehungen in den 1960er und 1970er Jahren: Eine Quellenwerkstatt

Universität Basel • FS 2014
Die Grundzüge der schweizerischen Aussenbeziehungen in den 1960er und 1970er Jahren: Eine Quellenwerkstatt
Übung (2-stündig)
Die Lehrveranstaltung richtet sich an Studierende, die beabsichtigen, eigene Forschungen im Schweizerischen Bundesarchiv durchzuführen. Nebst einer vertieften Einführung in Forschungsstrategien und -praktiken in Beständen von Bundesbehörden wird die Forschungsdatenbank Dodis eingehend erläutert und angewendet. Ausgehend von verschiedenen thematischen Ansätzen werden die Aussenbeziehungen der Schweiz in der Nachkriegszeit exemplarisch diskutiert. Dabei soll die Vielschichtigkeit der schweizerischen Aussenpolitik zwischen dem herrschenden Neutralitätsdiskurs und der starken Integration in die Weltwirtschaft und in den Westblock untersucht werden. Von den Teilnehmenden wird erwartet, dass sie unter Anleitung von Mitarbeitenden der Forschungsgruppe der Diplomatischen Dokumente der Schweiz (DDS) selbstständig im Bundesarchiv die zugewiesenen thematischen Dossiers analysieren und quellenkritisch diskutieren können. Im Programm des Kurses ist ein obligatorischer Blocktag im Bundesarchiv in Bern vorgesehen (5. März 2014). Ausserdem müssen für die eigene Forschung weitere Tage in Bern individuell eingeplant werden. Die Resultate der eigenen Forschungen werden im zweiten Teil des Semesters im Plenum präsentiert und diskutiert.

2014-04-29 RSI Rete Due | Audio

29.04.2014, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
Sono arrivati uomini

Oggi è il 28 aprile e il 28 aprile 1970 l’ambasciatore svizzero a Roma inviava al Dipartimento politico un telegramma (dodis.ch/35599). Il consigliere federale Ernst Brugger, ministro dell’economia, si era infatti recato a Milano in occasione della giornata svizzera alla Fiera campionaria. Ad accogliere l’alto ospite, il governo italiano delegò il nuovo sottosegretario di Stato, Alberto Bemporad, responsabile per le questioni d’emigrazione. Prima del pranzo ufficiale, i due ebbero uno scambio confidenziale d’idee (dodis.ch/36055). Brugger espose assai francamente la posizione del Consiglio federale e non nascose le sue apprensioni rispetto all’iniziativa contro l’inforestierimento, la cosiddetta iniziativa di Schwarzenbach, sulla quale il popolo e i cantoni avrebbero votato poche settimane più tardi. Read more →

2014-04-29 Basel

29. April 2014, Basel:
Im Kleinen Klingental

Grusswort zum 70. Geburtstag von Regina Wecker

2014-04-15 RSI Rete Due | Audio

15.04.2014, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
I tempi del tempo

Con 11 minuti e 48 secondi Otto Klemperer ci impiega quasi il doppio del velocissimo Paul McCreesh che ci mette invece la bazzecola di 6 minuti e 6 secondi. Sotto i 7 minuti troviamo il recentissimo Rudolf Lutz seguito da Nikolaus Harnoncourt, Stephen Cleobury, Helmuth Rilling e per un pelo anche i due maestri Philippe Herreweghe e Ton Koopman, ambedue ex aequo con 6 minuti e 59 secondi. Sir John Eliot Gardiner ci impiega già 7 minuti e 1 secondo, seguito a ruota, sempre sotto gli otto minuti, da Sigiswald Kuijken e, fuori serie perché in traduzione inglese, Leonard Bernstein con 7 minuti e 46 secondi. Giungono poi i maestri degli otto minuti con Masaaki Suzuki, Georg Christoph Biller e il nuovissimo René Jacobs con 8 minuti e 31 secondi. Infine abbiamo i lentissimi con Karl Richter sui 9 minuti e 51 secondi e il già citato Otto Klemperer con quasi una dozzina di minuti. Read more →

2014-04-01 RSI Rete Due | Audio

01.04.2014, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
I pesce d’aprile e i buoi

Oggi è il 1° aprile e questa data è ormai diventata per antonomasia l’etichetta per la burlesca tradizione del cosiddetto «pesce d’aprile», il giorno nel quale è lecito sferrare scherzi a scapito degli sprovveduti e degli ignari del calendario. Le origini di questa consuetudine diffusa in molti paesi rimangono nel buio dei tempi. Forse proprio per questo circolano dozzine d’audaci teorie che cercano di far luce, ma che mi lasciano il sospetto che siano esse stesse vittime della burla che cercano di spiegare. Tralascio di dare il mio parere sulla dilagante consuetudine di ormai quasi tutti i diversi mezzi di comunicazione di massa nel costruire sofisticatissimi scherzi a scapito del burlato contribuente e vi parlerò d’altro. Read more →

2014-03-18 RSI Rete Due | Audio

18.03.2014, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
La Svizzera altrove

Nella prassi del riconoscimento di Stati, la Svizzera segue il cosiddetto principio dei tre elementi, vale a dire che il riconoscimento presuppone l’esistenza di un territorio, di un popolo e di un governo legittimo.
Esattamente 46 anni fa, il 18 marzo 1968, il capo del servizio giuridico del Dipartimento federale degli affari esteri, Emanuel Diez, in un appunto confidenziale (dodis.ch/32153) riportava i risultati di una conversazione avuta con il segretario generale della Swissair riguardo agli insegnamenti da trarre dall’ultima esercitazione di difesa nazionale. In caso di guerra, la Swissair avrebbe dunque deciso di trasferire gli aeroplani a grande autonomia o in Messico, ove vigevano condizioni climatiche migliori, oppure in Canada che offriva probabilmente vantaggi politici. Infatti, già nell’ottobre del 1959, delegazioni dei due Paesi avevano concordato con uno scambio confidenziale di lettere il trasferimento temporaneo di compagnie svizzere in Canada durante una crisi internazionale (dodis.ch/17841). Read more →

L’epitaffio di Wendell P. Bloyd

Fabrizio de André«Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino. Non avevano leggi per punire un blasfemo. Non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte. Mi cercarono l’anima a forza di botte.»  Read more →

Il libro delle facce

FacebookÈ un’organizzazione che conta 3,53 milioni di membri in Svizzera e più di 1,59 miliardi di membri in tutto il mondo; fin dai suoi albori ha avuto una forte vocazione iconografica; conosce proprie regole e precetti e chi ne esce rischia tra i suoi «amici» una delle più nefaste sanzioni, quella della scomunica e della morte sociale, escludendo così l’apostata dalla comunione di tutti i membri e privandolo di tutti i diritti e i benefici derivanti dall’appartenenza alla comunità. Read more →

«Oggi la storia» è un programma radiofonico della Radiotelevisione svizzera RSI, che mira a dare, seppur nel breve formato, profondità storico-filosofica a tematiche legate all’attualità o alle ricorrenze del calendario. Propone riflessioni, appunti, considerazioni di accademici che, cogliendo spunti dai fatti della vita quotidiana, da anniversari, da date particolari offrono uno sguardo sul presente snidando quei legami a volte invisibili ma reali e importanti, con il passato. Dal 2012 al 2014 Sacha Zala, assieme a noti storici e filosofi italiani quali Emilio Gentile, Francesca Rigotti, Tommaso Detti o Fabio Minazzi, ha ricevuto ogni due settimane una «carte blanche». Qui di seguito si presentano i suoi contributi, disponibili anche in tedesco.

L’aritmetica del compleanno

L’aritmetica del compleannoOggi è il 7 gennaio e se non fosse per la spietatissima concorrenza d’importanti personaggi quali lo sfortunato re Ludovico III di Baviera, l’eroico cosmonauta kazako Talğat Musabaev, il celebre attore statunitense Nicolas Cage, lo stridulante Gerhard Friedle alias DJ Ötzi per arrivare fino al nostro incorruttibile Dick Marty, che pesantemente le contendono il posto nel calendario, in questo memorabile giorno bisognerebbe assolutamente ricordare il compleanno della mia mamma. Read more →

O Fiume o morte!

Oggi è il 18 dicembre e il 18 dicembre del 1919 a Fiume, la città portuale sul Golfo del Quarnero che un tormentato corso della storia oggi fa chiamare Rijeka e fa situare in Croazia, si votava sulla questione se accogliere la proposta del governo italiano di un modus vivendi per risolvere l’occupazione di Fiume da parte di Gabriele D’Annunzio e i suoi legionari: qualora per le implicazioni internazionali non si riuscisse ad annettere all’Italia la città, le verrebbe conferito lo status di «città libera», sciogliendo così il «comandante» e i suoi «arditi» dal giuramento di tenere Fiume fino alla morte. Read more →

Democrazia e diritto internazionale

Due anni fa, per la prima volta nella sua storia, il Consiglio federale ha richiesto al parlamento di decretare parzialmente non valida un’iniziativa popolare. La novità sta nella parziale illegalità: negli oltre 120 anni dall’introduzione di questo diritto politico, quattro iniziative furono invece decretate totalmente illegali e sottratte così al voto popolare, l’ultima volta nel 1995. La rarità dell’evento mostra inconfutabilmente la riluttanza politica nel limitare il diritto democratico dell’iniziativa, un diritto il cui vero valore si situa comunque più sull’effetto indiretto della presa d’influsso sul livello simbolico e discorsivo della politica che su quello pratico, perlomeno secondo la constatazione statistica che soltanto l’11% per cento delle iniziative popolari è stato accettato dal popolo svizzero e dai cantoni. Read more →

Quell’intricato voto alle donne

Oggi è il 4 dicembre e il 4 dicembre del 1965 il ministro degli esteri svizzero Friedrich Traugott Wahlen, il rappresentante UDC nel Consiglio federale, scriveva una sorprendente lettera (dodis.ch/31459) ad una contadina del Canton Zurigo, tale signora Meier. Quest’ultima, infatti, si era rivolta indignatissima a Wahlen perché l’eroe della famosa «Anbauschlacht» della Seconda guerra mondiale – il famoso «Piano Wahlen» appunto – si era pubblicamente dichiarato favorevole all’introduzione del diritto di voto e di elezione per le donne. Nella sua lettera, la contadina zurighese faceva un accorato appello per ricordare che la Svizzera, fino ad allora, quale democrazia esclusivamente in mano agli uomini, aveva funzionato sempre bene e che in ogni caso non sarebbe stato giusto obbligare le donne ad assumersi la responsabilità del diritto di voto, un diritto che le stesse donne nella loro maggioranza certamente non avrebbero voluto. Read more →

Nome in codice «Acqua»

Plinio Zala «Già nel mio rapporto del 18 novembre ho informato del possibile arrivo di un considerevole numero di SS in Valtellina. […] Sono in corso azioni di rastrellamento contro i partigiani. Queste azioni incedono da Sud verso Nord […] ciò che spiega perché i partigiani siano riparati in Bregaglia.» Così scriveva l’informatore con il nome in codice «Acqua» esattamente 72 anni fa, il 3 dicembre 1944, al «Bureau Bernina» del Servizio Informazioni dell’Esercito svizzero. Read more →

Mobutu e la Svizzera

Il 26 novembre 1965 Arturo Marcionelli, l’ambasciatore svizzero a Léopoldville, l’odierna Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo, riferiva nel suo Rapporto politico N° 7 al consigliere federale Friedrich Traugott Wahlen del colpo di Stato del generale Joseph-Désiré Mobutu avvenuto il giorno prima. Marcionelli, ticinese di Bironico, era stato nominato ambasciatore a Léopoldville dal Consiglio federale nel febbraio del 1963 e conosceva dunque bene la situazione nel Congo. Read more →

La censura dalla ragion di Stato alla ragion privata

Winston Smith è un 39enne cogitabondo, gracile e malaticcio. Lavora nel Ministero della Verità (o Miniver in neolingua), in un enorme palazzo nei cui sotterranei si celano giganteschi inceneritori. Il suo compito è «correggere» gli articoli di giornali già pubblicati e di modificare la storia scritta per adattarla ai cangianti bisogni del Partito. «Chi controlla il passato» così recita lo slogan del Partito «controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.» Winston Smith getta dunque i documenti inopportuni in tubi pneumatici collegati con gli inceneritori e denominati «buchi della memoria». Read more →

Sulla rivoluzione digitale e la futura storia

Il concetto della «rivoluzione digitale» descrive il radicale mutamento che dalla fine del XX secolo il computer e la digitalizzazione dell’informazione hanno portato in quasi tutti gli ambiti della nostra vita. C’è chi addirittura, per analogia ai processi d’industrializzazione che 200 anni prima avevano portato alla rivoluzione industriale, parla di una «seconda modernità». Poco importano le etichette, ciò che è innegabile è che questa rivoluzione ha radicalmente trasformato la nostra comunicazione e – per riflesso – la maniera e la materialità con la quale questa viene fissata per il momento e per il futuro. Read more →