Focus

2016-02-12 Tages-Anzeiger

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12. Februar 2016, Tages-Anzeiger
«These eines Alleingangs ist wenig plausibel»
Ein Interview mit dem Historiker Sacha Zala über die Rolle von Bundesrat Graber während der Öl- und Terrorkrise.
Sacha Zala
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2016-01-20 RSI

RSI

20. Januar 2016
RSI, Telegiornale
Accordi segreti con l’OLP?

La Svizzera, per iniziativa dall’allora consigliere federale Pierre Graber, avrebbe concluso un accordo con l’OLP, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, nel settembre del 1970, in vista del rilascio di 400 ostaggi sequestrati su un velivolo della Swissair e su altri due apparecchi bloccati nel deserto giordano. È la tesi contenuta in un articolo della Neuen Zürcher Zeitung. Sacha Zala, sulla scorta dei documenti pubblicati da tempo su Dodis contestualizza la situazione internazionale.

 

News

2013-02-12 RSI Rete due | Audio

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12.02.2013, 07:05 RSI, Rete due
      Oggi la Storia
Il jamboree degli storici svizzeri

Sabato scorso si è concluso il 3° Congresso svizzero di scienze storiche. I lavori si sono svolti sull’arco di tre giornate e hanno visto la partecipazione di più di 850 storiche e storici che hanno seguito una novantina di sessioni e tavole rotonde con più di 450 relazioni di conferenzieri svizzeri e stranieri. Tenendo conto delle dimensioni del Paese e dell’esiguo numero di posti permanenti nella ricerca e nell’insegnamento universitario si può certamente definire quest’evento che si tiene ogni tre anni quale gran jamboree degli storici svizzeri. Dopo Berna e Basilea quest’anno è stata la volta di Friburgo. Read more →

2013-01-29 RSI Rete due | Audio

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21.01.2014, 07:05 RSI, Rete due
      Oggi la storia
Il ricordo della Shoah

Il 27 gennaio – in ricorrenza di quel giorno nel 1945 quando le truppe sovietiche giunsero al campo di concentramento di Auschwitz – si commemora il «giorno della memoria». La ricorrenza intende ricordare le vittime dell’Olocausto/Shoah, il genocidio degli ebrei d’Europa. È forse bene ricordare che si tratta di un’iniziativa abbastanza recente. Sebbene Israele l’avesse già istituzionalizzata nel 1959, la «giornata» venne introdotta in Germania nel 1996 ed in Italia nel 2000, diventando veramente internazionale soltanto dopo una risoluzione del Consiglio d’Europa nel 2000 e la successiva decisione dei ministri europei dell’educazione nel 2002 d’introdurla nelle scuole, raggiungendo infine nel 2005 il livello planetario con una risoluzione dell’ONU. Le scuole svizzere, sulla scia della controversia sul ruolo della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale, celebrarono la giornata per la prima volta nel 2004. Read more →

2013-01-15 RSI Rete due | Audio

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15.01.2013, 07:05 (12:45) RSI, Rete due, Oggi la storia:
      Oggi la storia

L’apolide cosmopolita Giovanni Segantini Read more →

2012-12-18 RSI Rete due | Audio

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18.12.2012, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
O Fiume o morte!

Oggi è il 18 dicembre e il 18 dicembre del 1919 a Fiume, la città portuale sul Golfo del Quarnero che un tormentato corso della storia oggi fa chiamare Rijeka e fa situare in Croazia, si votava sulla questione se accogliere la proposta del governo italiano di un modus vivendi per risolvere l’occupazione di Fiume da parte di Gabriele D’Annunzio e i suoi legionari: qualora per le implicazioni internazionali non si riuscisse ad annettere all’Italia la città, le verrebbe conferito lo status di «città libera», sciogliendo così il «comandante» e i suoi «arditi» dal giuramento di tenere Fiume fino alla morte. Read more →

2012-12-04 RSI Rete due | Audio

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04.12.2012, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
Quell’intricato voto alle donne

Oggi è il 4 dicembre e il 4 dicembre del 1965 il ministro degli esteri svizzero Friedrich Traugott Wahlen, il rappresentante UDC nel Consiglio federale, scriveva una sorprendente lettera (dodis.ch/31459) ad una contadina del Canton Zurigo, tale signora Meier. Quest’ultima, infatti, si era rivolta indignatissima a Wahlen perché l’eroe della famosa «Anbauschlacht» della Seconda guerra mondiale – il famoso «Piano Wahlen» appunto – si era pubblicamente dichiarato favorevole all’introduzione del diritto di voto e di elezione per le donne. Nella sua lettera, la contadina zurighese faceva un accorato appello per ricordare che la Svizzera, fino ad allora, quale democrazia esclusivamente in mano agli uomini, aveva funzionato sempre bene e che in ogni caso non sarebbe stato giusto obbligare le donne ad assumersi la responsabilità del diritto di voto, un diritto che le stesse donne nella loro maggioranza certamente non avrebbero voluto. Nella sua risposta, il Consigliere federale Wahlen dimostrava tutta la sua comprensione per la posizione anti-femminista della signora Meier, ma prendeva nuovamente una chiara posizione in favore del voto alle donne. Effettivamente, concedeva il Consigliere federale, era difficile vedere la necessità del diritto di voto per le donne sposate, riteneva però molto importante che le donne nubili e impiegate e «che pagavano le tasse come gli uomini» potessero partecipare alle decisioni sull’uso delle risorse dello Stato. Ogni imbecille, così argomentava letteralmente Wahlen, basta che sia un uomo, poteva partecipare alle decisioni democratiche, motivo per il quale bisognava ora con ragione far condividere anche alle donne questa responsabilità. Inoltre, continuava il ministro degli esteri, l’assenza del voto alle donne in Svizzera danneggiava fortemente il prestigio e la reputazione del Paese all’estero.
Effettivamente nel 1959 un nuovo tentativo per introdurre il voto alle donne venne massicciamente rigettato all’urna da una maggioranza dei 2/3 degli uomini votanti, ciò che all’estero venne recepito con costernazione. La disparità di trattamento delle donne bloccava inoltre addirittura l’adesione della Svizzera alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Ciononostante un anno dopo, nel 1966, l’urbano Canton Zurigo, a cent’anni di distanza dalla prima iniziativa cantonale in favore del voto alle donne, lo rigettò nuovamente. La lunga battaglia politica per l’introduzione del voto alle donne fu vinta il 7 febbraio 1971, quando finalmente il popolo sovrano dei maschi con una maggioranza di 2/3 concesse il voto alle donne. Oltre ai cambiamenti della società verso la fine degli anni Sessanta fu proprio la pressione politica per ratificare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo a giocare un ruolo determinante. La strabiliante corrispondenza tra il Consigliere federale Wahlen e la signora Meier fa parte dei documenti che si possono liberamente scaricare dal sito dodis.ch dei Documenti Diplomatici Svizzeri a dispetto di tutti coloro che ancora pensano che la storia diplomatica concerni soltanto «i grandi uomini».

Dieses verzwickte Frauenstimmrecht
Heute ist der 4. Dezember, und am 4. Dezember 1965 schrieb der schweizerische Aussenminister Friedrich Traugott Wahlen, Vertreter der SVP im Bundesrat, einer Bäuerin namens Meier aus dem Kanton Zürich einen erstaunlichen Brief (dodis.ch/31459). Hoch entrüstet hatte sich diese an Wahlen gewendet, weil der Held der berühmten «Anbauschlacht» während des Zweiten Weltkriegs, des «Plans Wahlen», sich öffentlich für die Einführung des Frauenstimm- und wahlrechts ausgesprochen hatte. In ihrem besorgten Brief rief die Zürcher Bäuerin in Erinnerung, dass die Schweiz als ausschliesslich von Männern gelenkte Demokratie bislang immer gut funktioniert habe, und meinte, dass es auf keinen Fall richtig wäre, die Frauen dazu zu verpflichten, die Verantwortungen des Stimmrechts auf sich zu nehmen – ein Recht, dass die Frauen in ihrer Mehrheit sicher nicht wollten. Bundesrat Wahlen zeigte in seiner Antwort sein volles Verständnis für den antifeministischen Standpunkt von Frau Meier, vertrat aber erneut seine klare Haltung als Befürworter des Frauenstimmrechts.
Der Bundesrat gab zu, dass es in der Tat schwierig sei, die Notwendigkeit des Stimmrechts für die verheirateten Frauen einzusehen, er halte es jedoch für sehr wichtig, dass die ledigen und berufstätigen Frauen, die «ihre Steuern bezahlen wie die Männer», bei den Entscheidungen über die Verwendung der öffentlichen Mittel mitreden konnten. Jeder «Dubel», so argumentierte Wahlen wortwörtlich, sofern er ein männlicher Bürger sei, könne an den demokratischen Entscheidungen teilhaben. Daher müsse jetzt zu Recht dafür gesorgt werden, dass auch die Frauen diese Verantwortung mittragen könnten. Ausserdem, fuhr der Aussenminister fort, sei das fehlende Frauenstimmrecht in der Schweiz dem Ansehen des Landes im Ausland abträglich.
Tatsächlich war 1959 ein neuer Versuch, das Frauenstimmrecht einzuführen, an der Urne mit einer Mehrheit von zwei Dritteln der abstimmenden Männer deutlich gescheitert, was im Ausland mit grosser Bestürzung aufgenommen wurde. Zusätzlich verhinderte die Ungleichbehandlung der Frau sogar den Beitritt der Schweiz zur Europäischen Menschenrechtskonvention. Trotzdem lehnte ein Jahr später, 1966, der urbane Kanton Zürich hundert Jahre nach der ersten kantonalen Initiative für das Frauenstimmrecht dieses erneut ab. Der lange politische Kampf um die Einführung des Frauenstimmrechts wurde am 7. Februar 1971 schliesslich gewonnen, als das souveräne Volk der Männer den Frauen das Stimmrecht mit einer Mehrheit von zwei Dritteln der Stimmen endlich gewährte. Neben den gesellschaftlichen Veränderungen gegen Ende der 1960er Jahre war es der politische Druck zur Ratifizierung der Europäischen Menschenrechtskonvention, der dabei eine entscheidende Rolle spielte. Die bemerkenswerte Korrespondenz zwischen Bundesrat Wahlen und Frau Meier gehört zu den Dokumenten, die auf der Website dodis.ch der Diplomatischen Dokumente der Schweiz frei zugänglich sind, trotz all jener, die immer noch glauben, dass die Geschichte der Diplomatie nur von «den grossen Männern» berichtet.

2012-11-30 Bern

30.11.2012, Bern, Naturhistorisches Museum:

Forschungsevaluation und geisteswissenschaftliche Fachkulturen: Transparenz, Topographie oder Bewertung? Read more →

2012-11-20 RSI Rete due | Audio

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20.11.2012, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
La censura dalla ragion di Stato alla ragion privata

Winston Smith è un 39enne cogitabondo, gracile e malaticcio. Lavora nel Ministero della Verità (o Miniver in neolingua), in un enorme palazzo nei cui sotterranei si celano giganteschi inceneritori. Il suo compito è «correggere» gli articoli di giornali già pubblicati e di modificare la storia scritta per adattarla ai cangianti bisogni del Partito. «Chi controlla il passato» così recita lo slogan del Partito «controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.» Winston Smith getta dunque i documenti inopportuni in tubi pneumatici collegati con gli inceneritori e denominati «buchi della memoria». Read more →

«Oggi la storia» è un programma radiofonico della Radiotelevisione svizzera RSI, che mira a dare, seppur nel breve formato, profondità storico-filosofica a tematiche legate all’attualità o alle ricorrenze del calendario. Propone riflessioni, appunti, considerazioni di accademici che, cogliendo spunti dai fatti della vita quotidiana, da anniversari, da date particolari offrono uno sguardo sul presente snidando quei legami a volte invisibili ma reali e importanti, con il passato. Dal 2012 al 2014 Sacha Zala, assieme a noti storici e filosofi italiani quali Emilio Gentile, Francesca Rigotti, Tommaso Detti o Fabio Minazzi, ha ricevuto ogni due settimane una «carte blanche». Qui di seguito si presentano i suoi contributi, disponibili anche in tedesco.

Nome in codice «Acqua»

Plinio Zala «Già nel mio rapporto del 18 novembre ho informato del possibile arrivo di un considerevole numero di SS in Valtellina. […] Sono in corso azioni di rastrellamento contro i partigiani. Queste azioni incedono da Sud verso Nord […] ciò che spiega perché i partigiani siano riparati in Bregaglia.» Così scriveva l’informatore con il nome in codice «Acqua» esattamente 72 anni fa, il 3 dicembre 1944, al «Bureau Bernina» del Servizio Informazioni dell’Esercito svizzero. Read more →

Mobutu e la Svizzera

Il 26 novembre 1965 Arturo Marcionelli, l’ambasciatore svizzero a Léopoldville, l’odierna Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo, riferiva nel suo Rapporto politico N° 7 al consigliere federale Friedrich Traugott Wahlen del colpo di Stato del generale Joseph-Désiré Mobutu avvenuto il giorno prima. Marcionelli, ticinese di Bironico, era stato nominato ambasciatore a Léopoldville dal Consiglio federale nel febbraio del 1963 e conosceva dunque bene la situazione nel Congo. Read more →

La censura dalla ragion di Stato alla ragion privata

Winston Smith è un 39enne cogitabondo, gracile e malaticcio. Lavora nel Ministero della Verità (o Miniver in neolingua), in un enorme palazzo nei cui sotterranei si celano giganteschi inceneritori. Il suo compito è «correggere» gli articoli di giornali già pubblicati e di modificare la storia scritta per adattarla ai cangianti bisogni del Partito. «Chi controlla il passato» così recita lo slogan del Partito «controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.» Winston Smith getta dunque i documenti inopportuni in tubi pneumatici collegati con gli inceneritori e denominati «buchi della memoria». Read more →

Sulla rivoluzione digitale e la futura storia

Il concetto della «rivoluzione digitale» descrive il radicale mutamento che dalla fine del XX secolo il computer e la digitalizzazione dell’informazione hanno portato in quasi tutti gli ambiti della nostra vita. C’è chi addirittura, per analogia ai processi d’industrializzazione che 200 anni prima avevano portato alla rivoluzione industriale, parla di una «seconda modernità». Poco importano le etichette, ciò che è innegabile è che questa rivoluzione ha radicalmente trasformato la nostra comunicazione e – per riflesso – la maniera e la materialità con la quale questa viene fissata per il momento e per il futuro. Read more →

La condanna dell’apartheid

Schild in Durban Cinquantaquattro anni fa, il 6 novembre 1962, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvava una risoluzione che condannava duramente le politiche di discriminazione razziale del governo sudafricano, la politica di apartheid, e che chiedeva a tutti i membri dell’ONU di interrompere le relazioni diplomatiche ed economiche con il Sudafrica. Al più tardi in quel giorno di novembre del 1962 il Sudafrica divenne il paria della comunità internazionale. Con una convenzione internazionale del 1973 l’ONU dichiarava l’apartheid addirittura quale crimine contro l’umanità e la politica sudafricana quale grave minaccia contro la pace e la sicurezza internazionale. Read more →

La bella Imperia

Die Statue der ImperiaImperia ha un seno prorompente, a malapena celato dalla vestaglia dalla quale lascivamente sfugge una nuda gamba che ne scopre ampie parti del grembo. La provocante bellezza si trova all’entrata del porto di Costanza è alta 10 metri e pesa 18 tonnellate. La statua, realizzata in calcestruzzo dallo scultore tedesco Peter Lenk, è stata eretta nel 1993, provocando subito una grande controversia. Read more →

La «battaglia del Toblerone»

Il 29 ottobre 1969 Raymond Probst preparava il contrattacco svizzero in quella che potremmo definire la «battaglia del Toblerone». Probst non era chiunque: dal 1980 al 1984 sarebbe poi diventato il Segretario di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri. Già negli anni Sessanta, comunque, quale ambasciatore plenipotenziario e delegato del Consiglio federale agli accordi commerciali era un pezzo grosso della diplomazia economica svizzera. Ma cos’era successo? Read more →

Il grande dittatore

Charlie Chaplin 1965 in AmsterdamPoco più di un anno dopo l’inizio della Seconda guerra mondiale, il 15 ottobre 1940, si tenne a New York la prima del film «Il grande dittatore» di Charlie Chaplin. Questo film fu il primo completamente sonoro del grande attore del cinema muto. Chaplin non solo interpretò due ruoli – quello di un perseguitato barbiere ebreo e quello di Hynkel, dittatore di Tomania, quale parodia di Hitler – ma da quel perfezionista che era, scrisse sia la trama sia la musica, diresse la regia, produsse il film e prese influsso addirittura sulla luce e le inquadrature della telecamera, definendo persino dettagli dei costumi e dei casting. Nel 1940 gli Stati Uniti erano ancora un paese neutrale e diversi ambienti non erano entusiasti del film. Temendo proteste, Chaplin decise di non tenere la prima a Los Angeles. Pare però che il presidente Roosevelt mandò segnali di sostengo al film. Read more →

54 anni fa la crisi di Cuba

Crisi di Cuba 54 anni fa Stati Uniti d’America e Unione Sovietica stavano per scatenare una guerra nucleare. Quella che passò alla storia quale «crisi dei missili di Cuba» è con il blocco di Berlino del 1948/49 uno dei momenti più critici di tutta la Guerra fredda. Read more →