Focus

2016-02-12 Tages-Anzeiger

12. Februar 2016, Tages-Anzeiger
«These eines Alleingangs ist wenig plausibel»
Ein Interview mit dem Historiker Sacha Zala über die Rolle von Bundesrat Graber während der Öl- und Terrorkrise.
Sacha Zala
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2016-01-20 RSI

20. Januar 2016
RSI, Telegiornale
Accordi segreti con l’OLP?

La Svizzera, per iniziativa dall’allora consigliere federale Pierre Graber, avrebbe concluso un accordo con l’OLP, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, nel settembre del 1970, in vista del rilascio di 400 ostaggi sequestrati su un velivolo della Swissair e su altri due apparecchi bloccati nel deserto giordano. È la tesi contenuta in un articolo della Neuen Zürcher Zeitung. Sacha Zala, sulla scorta dei documenti pubblicati da tempo su Dodis contestualizza la situazione internazionale.

 

News

2013-10-25 RSI Rete Uno | Audio

25.10.2013, RSI, Rete Uno, «Voci del Grigioni italiano»:

      «Voci del Grigioni italiano»

Sacha Zala

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2013-10-15 RSI Rete due | Audio

15.10.2013, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
Il grande dittatore

Poco più di un anno dopo l’inizio della Seconda guerra mondiale, il 15 ottobre 1940, si tenne a New York la prima del film «Il grande dittatore» di Charlie Chaplin. Questo film fu il primo completamente sonoro del grande attore del cinema muto. Chaplin non solo interpretò due ruoli – quello di un perseguitato barbiere ebreo e quello di Hynkel, dittatore di Tomania, quale parodia di Hitler – ma da quel perfezionista che era, scrisse sia la trama sia la musica, diresse la regia, produsse il film e prese influsso addirittura sulla luce e le inquadrature della telecamera, definendo persino dettagli dei costumi e dei casting. Read more →

2013-10-01 RSI Rete due | Audio

01.10.2013, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
La gran radunata degli editori di documenti diplomatici

La prassi di pubblicare materiali governativi sulla politica estera si può far risalire – per la Gran Bretagna – fino alla prima metà del XVII secolo. Il governo britannico intendeva così legittimare la propria politica, ad esempio durante le guerre napoleoniche. Con la susseguente diffusione del processo di parlamentarizzazione in Europa, anche altri Paesi adottarono la prassi britannica per legittimare la propria politica e ogni Stato diede alle proprie raccolte di documenti un proprio colore: al blu britannico, s’accostarono il verde dell’Italia; la Francia scelse il giallo, la Germania il bianco, la Russia l’arancione, l’Austria-Ungheria il rosso, ecc. Proprio per questo motivo si parla in genere di «libri colorati». Read more →

2013-09-17 RSI Rete due | Audio

17.09.2013, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
La Ginevra internazionale

Oggi è il 17 settembre e il 17 settembre 1965 il delegato del Consiglio federale agli accordi commerciali, il Ministro Paul Rudolf Jolles, firmava un lungo rapporto confidenziale (dodis.ch/31687) dai toni demoralizzati sulla questione della sede della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, l’UNCTAD. Cos’era successo? Nell’aprile del 1965, a New York, il consesso aveva deciso all’unanimità di installare il segretariato dell’UNCTAD presso la sede europea delle Nazioni Unite a Ginevra. Durante l’estate, trapelarono però da varie capitali informazioni sulle intenzioni del governo italiano di portare la sede dell’UNCTAD a Roma, orchestrando una campagna per discreditare Ginevra, una città presentata come già intasata da tante altre organizzazioni internazionali. Read more →

2013-09-06 RSI | Audio

06.09.2013:
RSI News:

      RSI News

Intervenire o non intervenire? Parlano cinque personalità della Svizzera italiana

Guerra sì, guerra no. Guerra umanitaria o semplicemente guerra. L’ipotesi di un intervento militare in Siria rilancia un dibattito classico sull’uso della forza in circostanze di grave pericolo per i civili. Giusto aggiungere violenza ad altra violenza? I colleghi di Alba chiara hanno girato questo interrogativo a una serie di personalità della società civile della Svizzera Italiana.

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2013-09-03 RSI Rete due | Audio

03.09.2013, 07:05 RSI, Rete Due
      Oggi la Storia
La gran sterzata da sinistra a destra

Oggi è il 3 settembre e il 3 settembre 1967, alle ore 5 del mattino, ebbe luogo la più grande sterzata da sinistra a destra della storia svedese. No, non stiamo parlando di un terremoto politico ma del «Dagen H», il giorno che rivoluzionò la circolazione stradale in Svezia, cambiando la direzione di guida da sinistra a destra. Con questa inversione di rotta, la Svezia passò di colpo nel campo della maggioranza stradale: circa i due terzi dell’umanità, infatti, oggi circola a destra. Read more →

2013 Uni Bern: Einführung in die Archivforschung: Die Aussenbeziehungen der Schweiz 1945–1975

Universität Bern • HS 2013
Einführung in die Archivforschung: Die Aussenbeziehungen der Schweiz 1945–1975
(Übung 2-stündig)
Die Lehrveranstaltung richtet sich an fortgeschrittene Studierende, die beabsichtigen, eigene Forschungen im Schweizerischen Bundesarchiv durchzuführen. Nebst einer vertieften Einführung in Forschungsstrategien und -praktiken in Bundesbeständen werden die Edition der Diplomatischen Dokumente der Schweiz und die Forschungsdatenbank Dodis (www.dodis.ch) eingehend erläutert und angewendet. Ausgehend von verschiedenen thematischen Ansätzen sollen die Aussenbeziehungen der Schweiz in der Nachkriegszeit exemplarisch diskutiert werden. Dabei soll insbesondere die Vielschichtigkeit der schweizerischen Aussenpolitik zwischen dem herrschenden Neutralitätsdiskurs und der starken Integration in die Weltwirtschaft und in den Westblock untersucht werden. Von den Teilnehmenden wird erwartet, dass sie selbstständig im Bundesarchiv die zugewiesenen thematischen Dossiers analysieren und quellenkritisch diskutieren können.

2013 Uni Genève: Diplomatie multilatérale et organisations internationales

Université de Genève • HS 2013
Diplomatie multilatérale et organisations internationales
Vorlesung (2-stündig)

Stratégie de la paix de la Société des Nations aux Nations Unies.
Ce cours s’intéresse à l’histoire des tentatives d’établir une paix durable moyennant l’organisation internationale. Ces tentatives ne se limitent pas aux solutions suggérées pour les problèmes de sécurité, mais comprennent aussi des réponses apportées aux défis sociaux et économiques, aux crises humanitaires et aux crimes contre l’humanité dans un monde où le pouvoir politique reste essentiellement dans les mains des Etats. Tout en essayant de replacer la SDN et l’ONU dans les conjonctures de l’histoire, nous observerons le rôle joué par la société civile, par l’administration internationale ainsi que par les gouvernements à des moments clé de l’histoire du XXe et XXIe siècle. Parallèlement, nous nous intéresserons à l’évolution de la structure, des compétences et des mécanismes de décisions de ces organisations afin de mieux comprendre ses échecs, ses crises ainsi que ses résultats. Le cours est accompagné d’un séminaire qui offre des travaux d’analyse et d’interprétation et qui sert à approfondir les connaissances et les aptitudes méthodiques.

«Oggi la storia» era un programma radiofonico della Radiotelevisione svizzera RSI, che mirava a dare, seppur nel breve formato, profondità storico-filosofica a tematiche legate all’attualità o alle ricorrenze del calendario. Proponeva riflessioni, appunti, considerazioni di accademici che, cogliendo spunti dai fatti della vita quotidiana, da anniversari, da date particolari offrivano uno sguardo sul presente snidando quei legami a volte invisibili ma reali e importanti, con il passato. Per due anni Sacha Zala, assieme a noti storici e filosofi italiani quali Emilio Gentile, Francesca Rigotti, Tommaso Detti o Fabio Minazzi, ha ricevuto ogni due settimane una «carte blanche». In seguito, i suoi contributi sono stati raccolti in libro in italiano e tedesco. Tutti i contributi si possono leggere e ascoltare online. Qui di seguito si presentano i suoi contributi, disponibili anche in tedesco.

Di draghi, grifoni e miraggi

MirageOggi parliamo di draghi, grifoni e miraggi. No, non si tratta di un’escursione nella mitologia e non parleremo né di terrificanti mostri solitamente avvistati sotto forma di giganteschi rettili alati e sputanti fuoco e fiamme, né di favolosi animali con testa di rapace e corpo di quadrupede alato. Non parleremo nemmeno del fenomeno ottico atmosferico che forse sta alla fonte per i fantastici e straordinari avvistamenti di queste creature mitologiche. Stiamo invece ovviamente citando i nomi degli aeroplani cacciareattori che negli ultimi cinquant’anni hanno svolazzato sulla scena politica svizzera e sull’acquisto o meno della prossima creatura alata, il «Gripen» appunto, esattamente tre anni fa, domenica 18 maggio 2014, il popolo svizzero si è pronunciato. Read more →

L’ultima bomba di Hitler

34 anni fa, il 25 aprile 1983 scoppiava l’ultima grande bomba di Hitler. I responsabili del settimanale tedesco «Stern» presentavano ad Amburgo davanti a 250 giornalisti della stampa internazionale la sensazione del decennio: i diari segreti di Adolf Hitler, scovati dopo rocambolesche ricerche dal reporter Gerd Heidemann che li aveva acquistati per l’astronomica cifra di quasi dieci milioni di marchi tedeschi. Tre giorni dopo, lo «Stern» iniziava a pubblicare i primi stralci tratti dai 62 volumi di diari che Hitler avrebbe redatto dal 1932 al 1945. Read more →

La Svizzera altrove

Eine DC-9 der Swissair Nella prassi del riconoscimento di Stati, la Svizzera segue il cosiddetto principio dei tre elementi, vale a dire che il riconoscimento presuppone l’esistenza di un territorio, di un popolo e di un governo legittimo.
Esattamente 49 anni fa, il 18 marzo 1968, il capo del servizio giuridico del Dipartimento federale degli affari esteri, Emanuel Diez, in un appunto confidenziale (dodis.ch/32153) riportava i risultati di una conversazione avuta con il segretario generale della Swissair riguardo agli insegnamenti da trarre dall’ultima esercitazione di difesa nazionale. In caso di guerra, la Swissair avrebbe dunque deciso di trasferire gli aeroplani a grande autonomia o in Messico, ove vigevano condizioni climatiche migliori, oppure in Canada che offriva probabilmente vantaggi politici. Infatti, già nell’ottobre del 1959, delegazioni dei due Paesi avevano concordato con uno scambio confidenziale di lettere il trasferimento temporaneo di compagnie svizzere in Canada durante una crisi internazionale (dodis.ch/17841). Read more →

L’epitaffio di Wendell P. Bloyd

Fabrizio de André«Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino. Non avevano leggi per punire un blasfemo. Non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte. Mi cercarono l’anima a forza di botte.»  Read more →

Il libro delle facce

FacebookÈ un’organizzazione che conta 3,53 milioni di membri in Svizzera e più di 1,59 miliardi di membri in tutto il mondo; fin dai suoi albori ha avuto una forte vocazione iconografica; conosce proprie regole e precetti e chi ne esce rischia tra i suoi «amici» una delle più nefaste sanzioni, quella della scomunica e della morte sociale, escludendo così l’apostata dalla comunione di tutti i membri e privandolo di tutti i diritti e i benefici derivanti dall’appartenenza alla comunità. Read more →

L’aritmetica del compleanno

L’aritmetica del compleannoOggi è il 7 gennaio e se non fosse per la spietatissima concorrenza d’importanti personaggi quali lo sfortunato re Ludovico III di Baviera, l’eroico cosmonauta kazako Talğat Musabaev, il celebre attore statunitense Nicolas Cage, lo stridulante Gerhard Friedle alias DJ Ötzi per arrivare fino al nostro incorruttibile Dick Marty, che pesantemente le contendono il posto nel calendario, in questo memorabile giorno bisognerebbe assolutamente ricordare il compleanno della mia mamma. Read more →

O Fiume o morte!

Oggi è il 18 dicembre e il 18 dicembre del 1919 a Fiume, la città portuale sul Golfo del Quarnero che un tormentato corso della storia oggi fa chiamare Rijeka e fa situare in Croazia, si votava sulla questione se accogliere la proposta del governo italiano di un modus vivendi per risolvere l’occupazione di Fiume da parte di Gabriele D’Annunzio e i suoi legionari: qualora per le implicazioni internazionali non si riuscisse ad annettere all’Italia la città, le verrebbe conferito lo status di «città libera», sciogliendo così il «comandante» e i suoi «arditi» dal giuramento di tenere Fiume fino alla morte. Read more →

Democrazia e diritto internazionale

Due anni fa, per la prima volta nella sua storia, il Consiglio federale ha richiesto al parlamento di decretare parzialmente non valida un’iniziativa popolare. La novità sta nella parziale illegalità: negli oltre 120 anni dall’introduzione di questo diritto politico, quattro iniziative furono invece decretate totalmente illegali e sottratte così al voto popolare, l’ultima volta nel 1995. La rarità dell’evento mostra inconfutabilmente la riluttanza politica nel limitare il diritto democratico dell’iniziativa, un diritto il cui vero valore si situa comunque più sull’effetto indiretto della presa d’influsso sul livello simbolico e discorsivo della politica che su quello pratico, perlomeno secondo la constatazione statistica che soltanto l’11% per cento delle iniziative popolari è stato accettato dal popolo svizzero e dai cantoni. Read more →

Quell’intricato voto alle donne

Oggi è il 4 dicembre e il 4 dicembre del 1965 il ministro degli esteri svizzero Friedrich Traugott Wahlen, il rappresentante UDC nel Consiglio federale, scriveva una sorprendente lettera (dodis.ch/31459) ad una contadina del Canton Zurigo, tale signora Meier. Quest’ultima, infatti, si era rivolta indignatissima a Wahlen perché l’eroe della famosa «Anbauschlacht» della Seconda guerra mondiale – il famoso «Piano Wahlen» appunto – si era pubblicamente dichiarato favorevole all’introduzione del diritto di voto e di elezione per le donne. Nella sua lettera, la contadina zurighese faceva un accorato appello per ricordare che la Svizzera, fino ad allora, quale democrazia esclusivamente in mano agli uomini, aveva funzionato sempre bene e che in ogni caso non sarebbe stato giusto obbligare le donne ad assumersi la responsabilità del diritto di voto, un diritto che le stesse donne nella loro maggioranza certamente non avrebbero voluto. Read more →

Nome in codice «Acqua»

Plinio Zala «Già nel mio rapporto del 18 novembre ho informato del possibile arrivo di un considerevole numero di SS in Valtellina. […] Sono in corso azioni di rastrellamento contro i partigiani. Queste azioni incedono da Sud verso Nord […] ciò che spiega perché i partigiani siano riparati in Bregaglia.» Così scriveva l’informatore con il nome in codice «Acqua» esattamente 72 anni fa, il 3 dicembre 1944, al «Bureau Bernina» del Servizio Informazioni dell’Esercito svizzero. Read more →

Mobutu e la Svizzera

Il 26 novembre 1965 Arturo Marcionelli, l’ambasciatore svizzero a Léopoldville, l’odierna Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo, riferiva nel suo Rapporto politico N° 7 al consigliere federale Friedrich Traugott Wahlen del colpo di Stato del generale Joseph-Désiré Mobutu avvenuto il giorno prima. Marcionelli, ticinese di Bironico, era stato nominato ambasciatore a Léopoldville dal Consiglio federale nel febbraio del 1963 e conosceva dunque bene la situazione nel Congo. Read more →

La censura dalla ragion di Stato alla ragion privata

Winston Smith è un 39enne cogitabondo, gracile e malaticcio. Lavora nel Ministero della Verità (o Miniver in neolingua), in un enorme palazzo nei cui sotterranei si celano giganteschi inceneritori. Il suo compito è «correggere» gli articoli di giornali già pubblicati e di modificare la storia scritta per adattarla ai cangianti bisogni del Partito. «Chi controlla il passato» così recita lo slogan del Partito «controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.» Winston Smith getta dunque i documenti inopportuni in tubi pneumatici collegati con gli inceneritori e denominati «buchi della memoria». Read more →